19 agosto 2011

Che succede in Spagna ?¿


El roto en: kuentoschinos.blogia.com
Scrivo questo post, nel quale includo testimonianze tradotte, per documentare fatti recentemente avvenuti in Madrid, durante la settimana denominata "Jornada Mundial de la Juventud" (JMJ).



Dal principio, pochi giorni prima che arrivassero pellegrini e papa, l'aria che si respirava era densa da tagliarsi col coltello.
Il ministero degli interni aveva già annunciato che le misure di sicurezza da mettere in atto per assicurare l'ordine pubblico sarebbero state ben più crude della pseudo-magnanimità indifferente con la quale avevano lasciato correre il #15M.
D'altronde con un evento mediatico di tal risonanza planetaria, tanto entità governative centrali come regionali e municipali, non potevano permettersi nemmeno una distrazione agli occhi dell'attenta sanzionatrice comunità cattolica mondiale.
Come in casi anteriori, la storia lo dimostra: questo tipo di dinamica tiene un'altissima tendenza a degenerare in scenari di violenza inutile e incontrollata da parte della polizia.

Nei giorni anteriori alla giornata della gioventù (da qui in avanti #JMJ), la polizia bloccava l'entrata alla piazza di sol a manifestanti e a passanti, persino ai turisti.

Il movimento di indignati, rappresentato da nessun partito né gruppo politico, aveva convocato per il giorno 17 agosto (prima giornata dell'evento cattolico) una manifestazione di protesta contro il #JMJ per denunciare l'eccesso di spesa pubblica dedicata a questo evento che oltretutto non teneva in conto (risultando ingiusto e provocatorio) la congiuntura storica di fattori quali la crisi finanziaria globale, la crisi sociale e una delle più gravi carestie mai conosciute nel Corno d'Africa.

Per immaginare il livello di provocazione e frustrazione che questo evento ha generato basti sapere che i JMJ hanno beneficiato di uno sconto del 80% sul trasporto pubblico (una perdita di 20 milioni di € per la compagnia locale di trasporto) nel momento in cui la Comunidad de Madrid (la regione) aveva aumentato il prezzo del biglietto metrebus del 50%.

Arriviamo al #17Agosto, giornata della manifestazione anti-visita papale; la piazza è calda, l'indignazione altissima, quando convergono nella piazza di sol le schiere cristiane, la polizia inizia a spingere fuori passanti e manifestanti, che al solo chiedere perché vengono privati del diritto costituzionale di libera circolazione sul territorio statale, ricevono mazzate, insulti, intimidazioni, violenza fisica e psicologica, alcuni denunciati o arrestati.

Jonás, giornalista digitale 15Mmero sta documentando gli eventi con l'obiettivo del suo smart phone, la polizia lo prende di mira e se lo porta via verso la camionetta con la scusa di perquisirlo, in realtà, racconta Jónas nel suo blog:

" Davanti al cellulare della polizia, circondato da 4 agenti che non vollero identificarsi mi svuotano lo zaino e mi ordinano di guardare a terra. “Se ti vogliamo picchiare lo facciamo senza che nessuno ci veda”. Guardo a terra e penso al come mi proteggerò testa e stomaco quando inizieranno ad aggredirmi. Mi percuotono e pizzicano i capezzoli, sapevo che nessuno poteva vedermi. (...) "Mi sentivo in una bolla di surrealismo ed estrema vulnerabilità. Uno spazio senza difesa.." 

Intanto Lidia, un amica, anche lei giornalista, non trova Jonás e capisce che qualcosa è succeso, manda un tweet (messaggio nel twitter) affinché il messaggio circoli rapidamente denunciando il fatto a più gente possibile.

 


Lidia accesa di rabbia, cerca di superare il blocco per sapere dove hanno portato Jonás, lo racconta in un raccapricciante articolo di denuncia che scrisse poche ore dopo l'arresto:


Eh, eh, ehhhhhhhh, ¿dove vai, dove vai? No mi senti, sei sorda?”. Mi afferra forte un braccio e mi ferma.
-”Voglio sapere che sta state facendo al mio amico”. “No, non puoi passare, non puoi ”. Mi dibatto e insisto. -”Voglio saperlooooooooooooooooooooooooo”. Grido e provo a scappare. Mi prendono per il collo e per la testa, mi trascinano contro volontà al cellulare della polizia mi fanno sdraiare in uno spazio stretto tra il sedile posteriore e l'anteriore.
-”Sognati il sedile, al suolo, al suoloooo”. Mi catturano. Mi perquisiscono. M'insultano. (...) "Questi mi ammazzano e nessuno se ne accorge, penso".


Nessuno sta guardando, solo pochi pellegrini che passano di lì. Addirittura un gruppo (di pellegrini) sta ascoltando le indicazioni di un poliziotto che si trova giusto di fronte a me, non fanno una piega, nemmeno indietreggiano. Riesco a vedere un collega di Radio Nazionale España; con un microfono in mano intervista dei pellegrini, cerco d'incrociare il suo sguardo, non dovrebbe essere difficile, ma non catturo la sua attenzione. La polizia mi mostra, sempre con le sue cattive maniere, la denuncia che mi è stata attribuita.

"Puoi firmare o no, a me non importa" Giacché non firmerò non la leggo nemmeno . - "Ti verrà a costare circa 4.000 euro ...tra 4000 e 600000."  

Mi dicono che mi rilasceranno in Calle Mayor.


Mi afferrano per le braccia e mi portano  in mezzo alle transenne di calle Mayor. 


Durante il cammino gli dico di restituirmi il turbante che con un colpo alla testa e gli spintoni verso il furgone mi han fanno cadere.


-”Andate e portatemelo”, gli dico con rabbia.
-”Chi ti credi di essere stronza”. “Giacché mi minacciano e mi insultano impunemente, mi umiliano e mi aggrediscono, perlomeno gli restituisco l'insulto”, penso.
Mi tirano dietro le transenne. Corro. Mi tirano a terra, tre o quattro poliziotti. Mi prendono per il collo, mi forzano e mi mettono le braccia dietro la schiena, mi schiacciano la testa contro l'asfalto.
-”Ora si che ti arrestiamo per insultar alla polizia”. Mi tirano di nuovo. Mi lamento, mi fanno male, usano ancora più forza, m'insultano e gridano.
-”Ti fa male, eh??, ora si, vedrai…” Mi fanno malissimo. Mi schiacciano la testa contro la porta del furgone, con le mani bloccate dietro. C'è un'altra donna detenuta insieme a me, seduta sul bordo della porta. Mi chiedono di nuovo i documenti." (...)

Queste testimonianze sono solo due delle molte di questi giorni. Hanno fatto il giro di Spagna in poche ore.
Lidia e Jonás sono sotto shock, nonostante il grande appoggio che stanno ricevendo .

"Ancora tremo. Grazie per le telefonate. Ho avuto paura perché nessuno poteva vedermi. Abbiamo una polizia che è disposta a tutto,questi fanno sul serio".

 

Nei giorni successivi, #18A e #19A la gente ha continuato a esercitare il suo diritto a manifestare, denunciando la violenza della polizia; la polizia ha continuato e sta continuando ad usare la violenza senza ragione e senz'alcun diritto, oltraggiando e denigrando molti esseri umani. 

Il flusso di pellegrini continua incessante, invade ogni angolo della città, avanza omogeneo, come un gregge compiacente, sottomesso, ignorante con i paraocchi. 

Jonás nel suo blog osserva con intelligenza questi pellegrini: