19 febbraio 2011


Il cielo di Madrid a volte è così grigio che sembra di stare nella saga cittadina del Signore degli anelli. Né una nuvola, né un raggio, niente.
E allora per rompere la monotonia mi domando: sarà tutta sta gran messinscena epocale un gran reality allo stile industria dei sogni?
Di tanto in tanto si rompe qualcosa e la realtà si mette in modalità riparazione, il lavoro si compie al di sotto dei nostri occhi inconsapevoli ed incoscenti.
Siamo talmente abituati a ingoiarci tutta la quantità di menzogne necessaria a garantirci quella dose additiva di "tranquillo vivere" che non ci azzardiamo a lamentarci neanche con lo sguardo.

 Dunque ci ritroviamo con noi stessi in questa calma tensiva, nell'attesa di qualcosa che sta per cominciare. Non appena emerge l'incongruenza, l'errore, il bug; ad esempio un pezzo di cavo sfuggito ai coreografi o un particolare anacronistico o surreale che stona con nostro mondo, si apre uno squarcio nel nostro cielo.
Quel semplice dettaglio cambia l'estensione del cosmo.
Quel dettaglio è la risposta a ogni nostra domanda, la chiave di tutte le porte dell'intelletto, di tutte le arti e scienze.

Da quel momento siamo liberi: sappiamo.
Conoscere le regole del gioco significa convertirsi in attori consapevoli, che ritrovano nella finzione il rituale che attesta la loro condizione di esseri umani. 
Siamo pesci senza branchie in una palla di ossigeno e idrogeno.